Il servizio di irrigazione viene svolto utilizzando le portate disponibili derivabili da acque superficiali (fino a 26,915 m3/sec.) con le quali vengono serviti circa la metà dei 56.166 Ha a destinazione agricola.
Per tale servizio vengono utilizzati canali ad esclusivo uso irriguo o canali di scolo promiscui, opportunamente adattati con appositi manufatti (sostegni, chiaviche di derivazione, botti sifone ecc.).
Alcune aree sono servite da impianti specializzati di distribuzione (canalette e tubazioni), da impianti con consegna dell'acqua a bassa pressione, o da reti per adacquamenti a sommersione (antiche irrigazioni con acque derivate dall'Adige a Sorio di San Giovanni Lupatoto).
La maggior parte dei canali per la distribuzione dell'acqua per l'irrigazione sono in terra e servono anche per lo scolo. Hanno tale funzione mista ben 687 km di canali dei complessivi 1.352 km in manutenzione.
La rete con finalità solo irrigua, limitatamente ai collettori primari, ha uno sviluppo di 113 km e il numero dei manufatti idraulici in manutenzione ad essa connessi con funzioni irrigue è di 490.

Derivazione dall'Adige a Sorio di S.Giovanni Lupatoto

Una seriola irrigua in località Boldiere di Casaleone

Nel territorio del Consorzio il tipo di agricoltura risente, in modo notevole, dell'ambiente fisico originario e della presenza o meno dell'irrigazione. Nell'ultimo ventennio si è manifestato un crescente bisogno di acqua per l'irrigazione e per le maggiori superfici investite a cui fanno riscontro, purtroppo, gravi difficoltà dovute alla carenza, sempre più avvertita, della risorsa disponibile.
La risorsa idrica disponibile ed utilizzabile a fini irrigui è fornita dai corsi d'acqua fluenti ai margini del comprensorio consortile (Adige e Tartaro Canalbianco) e dai corsi d'acqua naturali scorrenti all'interno del comprensorio stesso e originantisi da fontanili e risorgive.
Una consistente utilizzazione irrigua delle acque sotterrane viene fatta dopo la riemersione della falda freatica lungo la fascia dei fontanili. Cospicui sono anche i prelievi d'acqua dal sottosuolo che avvengono, in genere, mediante pozzi tubolari gestiti direttamente dai privati.


Le acque di scolo e di risorgiva vengono trasferite utilizzando la fittissima rete di canali, naturali o artificiali, costituente una idrografia avente, sostanzialmente, andamento da nord a sud che, per quanto possibile, concilia le diverse necessità di scolo, di irrigazione e nel passato, in qualche caso, anche industriali.
Tale rete è stata in gran parte realizzata in epoche diverse e successivamente adattata alle varie condizioni di utilizzo e di distribuzione. Un assetto più stabile e tecnicamente più razionale presenta invece la rete di distribuzione dell'acqua derivata dall'Adige a Sorio dopo gli interventi effettuati nell'ultimo decennio.
L'irrigazione consente di incrementare la produzione, permette anche di migliorarne la qualità e di differenziare gli orientamenti colturali, ponendo l'azienda agricola in grado di svolgere un'attività imprenditoriale.
L'impinguamento dei canali concorre a mantenere umido il suolo a vantaggio di tutta la vegetazione, con un beneficio ambientale a favore di tutti.

Vecchio manufatto di irrigazione

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